Ammiro sovente in Internet le belle fotografie della sede di Montano Lucino, la Villa Olginati. Prima di traslocare nel nuovo stabile di Milano, trascorsi diversi anni in quel bel posto. Quattro volte al giorno scendevo con i miei compagni lo scalone che conduceva nella "misteriosa" cantina che sfociava sotto il passaggio coperto di vetro che collegava la stamperia con la tipografia di allora. Zio Mario, tipografo e Zio Enrico, stampatore, ci insegnavano l'uso dei caratteri mobili tipografici e la difficile arte della stampa.
Nelle fotografie intravvedo locali, piazzette e parti del giardino che già a quei tempi ammiravo. Ai lati del cortile d'entrata si tenevano ancora due carrozze che ogni tanto venivano trainate dai cavalli dell'Istituto. Aiutavamo il colono dell'Istituto alla semina del granturco, alla mietitura del grano e alla sgranocchiatura delle pannocchie di granoturco. Una bella cicatrice al mignolo della mano sinistra mi restò come ricordo di un falcetto maneggiato malamente.
Nel refettorio veniva servita la minestra in capienti scodelle di rame stagnate alla perfezione. Ogni tanto veniva lo stagnino che, con fuoco e fumo, riparava e ristagnava.
Nei giorni di sabato, dopo l'esercitazione obbligatoria agli strumenti musicali a fiato, scendevamo le scalette che portavano agli agognati campi per il gioco del pallone. Partite focose che ogni tanto vedevano gli zii Bruno, Carlo, Enrico e Marco quali calciatori.
Anche Don Federico Galliani veniva ogni tanto a giocare con noi. Ho visto, nelle fotografie, che la sede di Lucino possiede un Museo di mineralogia Don Federico Galliani. Eh sì, quante corse abbiamo fatto con lui sui luoghi nei quali era possibile trovare fossili e minerali tanto cari a Don Federico ! Una bella idea, questo museo. Bravi !
Nella chiesetta di Lucino appresi a servire la Santa Messa "solenne" che richiedeva molta attenzione agli sbadati chierichetti, ben istruiti però da Don Guido.
"Preparate i vostri zainetti, si va a Milano". Ci dissero. Così lasciammo la bellissima Villa Olginati per entrare nella grande sede di Milano, tutta nuova e luccicante. Mi avvolse una grande malinconia, cancellata però velocemente dalle interessanti occupazioni quotidiane nel grande edificio milanese, tra l'altro, proprio in questi giorni, la costruzione del magnifico Presepe natalizio.
Come sono riconoscente all'Istituto pei Figli della Provvidenza e quante volte racconto alle mie nipotine e ai nipotini queste storie. Naturalmente in lingua svizzera-tedesca !
Auguro a tutti voi, moderni ospiti di Villa Olginati, un felice Natale e un prosperoso Anno Nuovo !
Gianni Mazzucchelli
Ex-figlio in Svizzera