Novant’anni fa, il 14 novembre del 1919, don Carlo San Martino concludeva la sua intensa avventura terrena, circondato dall’affetto dei suoi collaboratori, dei ragazzi del Pio Istituto e di quanti ebbero il privilegio di conoscerlo e apprezzarlo.
Lasciava un compito difficile, ma anche il conforto di un pensiero limpido e coraggioso, che si era incarnato in un’opera viva, dentro la storia, adeguata alle domande del suo tempo e insieme illuminata da uno sguardo lungimirante, aperto alla speranza.
Per ricordarlo, mercoledì 18, don Tarcisio Bove ha celebrato una Messa nella basilica dei Santi Apostoli di Milano, dove don Carlo operò come collaboratore del parroco (nella stessa chiesa si trova la tomba del sacerdote). Alla celebrazione erano presenti le suore Ancelle della Provvidenza, uomini e donne cresciuti nell’Istituto (gli “ex figli”), alcuni componenti del Comitato direttivo, oltre a una folta rappresentanza degli attuali alunni delle scuole intitolate a don Carlo: le classi quarta e quinta da Montano Lucino, le quarte A e B da Rigola, insieme ad alcuni genitori, ai Dirigenti scolastici e alle maestre. Prendendo spunto dalle letture evangeliche, don Tarcisio ha parlato della vocazione del sacerdote milanese, interamente rivolta a “tergere le lacrime” dei deboli e, soprattutto, a prevenire la sofferenza e il male attraverso l’impegno appassionato nell’educazione dei ragazzi: con l’amore del Bene e del Bello, don Carlo San Martino era convinto che si animassero e crescessero “tutte le potenze dell’uomo”.
Per i bambini e i ragazzi, gli insegnanti, le suore e tutti quanti ancora oggi godono a vario titolo del carisma di don Carlo, ricordare la sua “presenza” è stato un giorno di festa.